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Trib. Udine – sentenza n. 30/13 del 14/01/2013 – Giudice Venier **

Danni – Valutazione – Inabilità del socio – Cessazione attività di una società di capitali – Conseguenza automatica – Esclusione – Lavoro personalmente prestato dal socio – Relazione causale – Sussistenza

Se è vero che “la cessazione dell’attività di una società di capitali non può essere considerata conseguenza automatica ed inevitabile del venir meno di chi ne abbia la dirigenza o ne curi, comunque, le relazioni d’affari” (Cass. sez. III, 14 febbraio 2000, n. 1646), la stretta correlazione tra la attività della società ed il lavoro personalmente prestato dal socio comprova la relazione causale tra la inabilità di quest’ultimo e la definitiva interruzione della attività societaria; a sua volta la perdita della capacità di produrre reddito della società si ripercuote negativamente sul patrimonio dell’unico socio.

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